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venerdì 18 maggio 2012

Lomas de Carabayllo, una delle zone piú inquinate di Lima Metropolitana



Lomas de Carabayllo vanta il triste record di essere una delle zone piú inquinate di Lima Metropolitana.

Si può dire che è sorta dalla spazzatura: è stata infatti l'apertura di una grande discarica in questa zona ad influire sull'arrivo delle persone e sul loro insediamento.

Il riciclaggio dei rifiuti (la separazione di plastica, ferro, vetro e carta dal resto dei residui solidi e organici) è infatti una delle principali attività economiche della zona. Intere famiglie vi si dedicano e questo permette loro di mantenersi. Fortunamente, nel corso degli ultimi anni, si sono realizzati vari progetti ed iniziative per diminuire il tasso di lavoro infantile in questo settore e, anche se tutt’ora presente, adesso è un fenomeno molto più controllato.

Un’attività parallela a quella del riciclaggio è l’allevamento di maiali, a cui vengono dati in pasto i rifiuti provenienti dalle discariche. Le “chancherias” (allevamenti di maiali, da “chancho”, maiale) sono presenti in varie zone di Lomas: anche questa è una delle attività che garantiscono la sussistenza di numerose famiglie.

A partire dagli anni '80, sono state create ben due discariche: la prima è stata chiusa e dato che i rifiuti accumulati non sono stati trattati adeguatamente per piú di trent'anni, le esalazioni di gas tossici oggi costituiscono un grave problema per le 600 famiglie che vivono nei dintorni.
La seconda discarica è tutt'ora in funzione e riceve in media 80 tonnellate di riufiuti (domestici, ospedalieri e industriali) provenienti da quasi la metà dei distretti di Lima. Anche in questo caso, non è difficile immaginare le condizioni di salute delle famiglie che vivono nella zona.
A parte queste due discariche di grandi dimensioni, esistono anche molte attività informali di raccolta e accumulo di rifiuti, che vengono spesso bruciati rilasciando nell’aria elementi cancerogeni, come la diossina.

Un'altra attività altamente inquinante che sta danneggiando la salute degli abitanti di Lomas, per esempio, è quella realizzata da diverse piccole imprese (per lo piú formali, quindi legalmente autorizzate!) presenti nella zona: importare batterie usate di automobili e bruciarle per estrarne piombo, che poi viene rivenduto.
Bruciando le batterie, si accumulano nubi tossiche ricche di piombo e di altre sostanze residuali che inquinano tutta la zona, che si mescolano alla terra, alla polvere, impregnando le case e danneggiando la salute delle famiglie, soprattutto quella delle persone piú vulnerabili: donne incinte, anziani, bambini e bambine.

Il piombo provoca un’intossicazione che può intaccare il sistema nervoso, preguidicando addirittura il coefficente intelletivo e la capacità di rimanere attenti e concentrati.
Entra in circolo nel sangue, poi arriva ai tessuti e infine alle ossa, dove si accumula e rimane per molto tempo.
Le analisi per scoprire il livello di intossicazione da piombo sono molto care ed è stato grazie a un progetto una ONG locale che qualche anno fa alcune delle famiglie più colpite da questo problema hanno potuto verificare i livelli di piombo nel sangue dei loro figli.

A Lomas sono presenti anche alcune miniere informali da cui si estrae principalmente argilla, che viene utilizzata per fabbricare materiali da costruzione. Una volta terminata l’attività estrattiva, queste imprese abbandonano la zona, senza preoccuparsi di ricoprire le voragini create, che chiaramente rappresentano un rischio per la popolazione: sono stati registrati ben due casi di bambini caduti in questi crateri.

   

Nella foto un camion che scarica in uno di questi crateri creati dalle miniere informali (per vedere altre foto cliccare qui.)

Le famiglie devono inoltre sopportare il viavai costante dei camion che vanno e vengono dalle miniere e la polvere del suolo terroso di Lomas che questi sollevano al passaggio, polvere che va letteralmente a ricoprire le case circostanti, affettando la salute dei suoi abitanti.

Anche la presenza di alcune industrie mette a rischio la salute degli abitanti: per esempio, quelle che costruiscono mattoni, dalle loro ciminiere liberano nell’aria polveri sottili e altri gas nocivi. Nella zona è presente anche un’impresa che produce carta riciclata a partire da residui organici (cellulosa, guano, ecc...) e acque residuali: non è difficile immaginare lo stato dell’ambiente intorno a questo stabilimento.

Questo è il preoccupante contesto in cui vivono piú di 25.000 persone.

Nel corso degli anni, la popolazione di Lomas ha preso coscienza della situazione: consapevole dell’alto tasso d’inquinamento a cui sono costantemente esposti, si sono più volte mobilitati, riuscendo ad ottenere piccole vittorie, che purtroppo non risultano ancora sufficienti. Sono ancora molte le attività inquinanati che quotidianamente si realizzano a Lomas e, per alcune zone, la situazione è estremamente critica.

Secondo Samuel, un tecnico di CIDAP che lavora a Lomas de Carabayllo da più di dieci anni:

“Lomas a mi juicio en su suelo, en su aire, en su agua está enfermo. En algunos casos con enfermedad incurable.  El suelo en algunos casos ya tiene Mercurio, caspio, plomo, es un suelo que siempre va a contaminar. En este suelo que es que se tendría que hacer responsablemente?  Probablemente políticas de ordenamiento territorial que planteen procesos de reubicación ordenada de la gente.” (S.Y.T., 2012)

“A mio parere Lomas, a livello di suolo, aria, acqua, è malata. In certi casi, di una malattia incurabile. Nel suolo, in alcuni casi, già sono presenti mercurio, caspio, piombo... In questo tipo di terreno che si può fare responsabilmente? Probabilmente politiche di organizzazione territoriale che prevedano processi di riubicazione ordinata della popolazione.”

Il problema è complesso: come convincere famiglie che hanno lottato per anni per riuscire ad avere un loro spazio, un terreno e una casa propria, a lasciarlo, seppur a causa degli elevati tassi di inquinamento? Pur conoscendo il problema, per molti questo passa in secondo piano, poiché sono occupati a risolvere bisogni piú immediati.

Come far capire loro che ad essere in gioco è il loro futuro? E qual è il ruolo delle autorità locali in contesti così problematici come quello di Lomas de Carabayllo?

Purtroppo, quello dell’inquinamento, è un problema sottovalutato in ogni contesto: mi chiedo, fino a quando?

E non si pensi che sia una questione che riguarda esclusivamente i paesi “emergenti”: anche nelle nostre città è un problema che non possiamo piú permetterci di sottovalutare...

Un articolo interessante sulla situazione critica dell’inquinamento a Brescia:





domenica 27 novembre 2011

IMPRENDITRICI PERUANE IN RADIO METTITI IN ASCOLTO!

Questo lunedi 28 in radio San Borja dalle 7 45 alle 8 del mattino una nuova sequenza radiofonica del progetto Due Sponde durante la trasmissione di Ideele radio "No Hay Derecho". Il programma si ascolterá quando in Italia saranno le 13 45 e potrete ascoltarlo in diretta sulla pagina web di ideele (http://www.ideeleradio.pe/) o in un secondo momento sul blog del progetto www.dosorillasitaliaperu.blogspot.com
In questa trasmissione interverranno due imprenditrici di micro impresa, con familiare all'estero, parlando della loro esperienza di formazione con il progetto Due Sponde e dei loro progetti futuri.

mercoledì 10 agosto 2011

Considerazioni dal Progetto Due Sponde

Secondo dati del ministero degli esteri peruviano quasi 3 milioni di peruviani vivono fuori dal loro paese e di questi il 27% in Europa. In questo senso é molto importante ció che ha ribadito il nuovo ministro degli esteri del governo, Rafael Roncagliolo il quale ha confermato che la nuova amministrazione avrá un occhio di riguardo sulla questione migrante e metterá i consolati nei paesi stranieri a disposizione della popolazione che si trova fuori dai confini natali. Tale riconoscimento é dovuto anche al fatto inequivocabile che attualmente (dati del 2010) il totale delle rimesse ricevute dal Perú grazie al lavoro di questi cittadini oltreconfine é di 2.534 milioni di dollari; questa quantitá esorbitante é investita in spese per la formazione dei figli (21.4%) spese di ricostruzione della casa (3%) risparmio (4%) ma la maggior parte del totale viene investita in spese domestiche di tipo generale (66.2%). La nuova visione del ministero sembra quella di poter canalizzare questo investimento per creare maggiore autosostenibilitá dell'economia interna in una ottica molto piu vicina al co-sviluppo cosí come il progetto Due Sponde lo intende. Sicuramente é un passo in avanti, soprattutto considerando che finora il flusso migratorio verso l'estero é stato utilizzato dal governo peruviano piú come un indicatore della bontá dell'economia interna (secondo la logica lineare peró non sempre veritiera per cui quanto piu giovani abbandonano il paese peggiori sono le condizioni di lavoro) che come una caratteristica di gruppi della popolazione in una economia globalizzata continuamente in movimento.
Daniele, referente ASPEm progetto Due Sponde